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martedì 1 febbraio 2011

#8: Enrico Letta



C'è un tizio che oggi, 1 Febbraio 2011, dice: "Siamo disponibili, per andare oltre Berlusconi, a lavorare anche con un governo guidato da una persona responsabile come Roberto Maroni".
Uno dice: quel Maroni, quello della Lega che voleva espellere i rom anche se cittadini comunitari, e sosteneva un referendum per bandire i minareti? Quello.
Quindi quel Maroni lì starà corteggiando il PD per un appoggio esterno ad un suo ipotetico governo, e noi ci dichiariamo disponibili in cambio di generose concessioni politiche che gli avremo strappato? No. Si dà la disponibilità così, a prescindere.

Che la cosa potrebbe anche stupire, se non venisse dallo stesso tizio che si era già detto disponibile ad un'alleanza con Casini (che non se l'è filato), a sostenere un governo Tremonti (che gentilmente si è detto orgolioso di far parte del governo Berlusconi) e ad andare alle elezioni con i finiani ( da FLI gli hanno risposto che dovrebbero essere scemi per farlo).

Lo stesso tizio che ha dimostrato grande fiuto politico dichiarando che "Vendola è un fenomeno mediatico personale, non un soggetto politico radicato" (immagino che il Vendola che ha preso a schiaffi il PD alle primarie pugliesi, proprio quelle territoriali, fosse un omonimo) e che il contratto di Pomigliano fosse "un passo necessario".

Ecco, questo tizio è il vice-segretario del Partito Democratico.

giovedì 10 dicembre 2009

#7: L'anti anti-berlusconismo

A cui la risposta migliore e' come al solito quella di Leonardo, che mette a disposizione dei pensieri che ho in testa le parole migliori:

"Conosco persone, e neanche poche, dispostissime a indossare uno straccetto di qualsiasi colore, e a tenerlo per mesi e mesi ... ma qualcosa di viola contro Berlusconi, eh no: troppo facile, troppo cheap, populista, oppure snob, in ogni caso fuori luogo. 
[...] Dite che non fanno proposte concrete. Ma vi siete letti la piattaforma dei verdi iraniani, o degli arancioni birmani, o dei tibetani? Sono concrete, realistiche le loro proposte? I viola sono populisti, dite. A parte che mi basterà svoltare l'angolo per sentire l'accusa opposta (“elitari”); ma il populismo lo fanno i leader che assecondano i bassi istinti del popolo. Ce l'hanno i viola un leader? Non ancora, non necessariamente. Non sono populisti: i viola sono popolo. 
[...] dove va il popolo ci sono sempre i chioschi di caldarroste e prima o poi arriva anche il tizio un po' matto che cerca di venderti la biowashball. Ma se vi siete messi in testa che l'antiberlusconismo sia un'adunata d'imbecilli montata dai venditori di biowashball, non avete capito molto degli italiani. 
[...] Gli antiberlusconiani si meritano almeno lo stesso rispetto si tutte le minoranze antropologicamente interessanti.
[...] C'è questa piccola differenza, nel far rimarcare tra tutte la priorità di mandare via il Moloch. Vi sembra ingenua? A me sembra ingenuo pensare di poter parlare di giustizia mentre un delinquente è al governo coi suoi avvocati. Mi sembra ingenuo parlare di pluralismo quando lo stesso delinquente fa e disfa giornali e telegiornali nazionali.  Mi sembra ingenuo far finta che non esista, semplicemente.  
[...]  Non ci sarà mai né meglio né peggio, finché l'Italia gira intorno a Lui. E no, non siamo stati noi a fargli girare l'Italia intorno. 

 (via Leonardo)

lunedì 19 ottobre 2009

#6: I terzisti a prescindere













C'è una frase che da bambino non sopportavo, ed era: "Non mi importa chi ha cominciato, adesso smettetela o vi pigliate entrambi una sberla". Non la sopportavo perché mi sembrava che negasse alla radice qualunque senso di giustizia, e col tempo è diventata una di quelle frasi che "quando avrò dei figli, io non la dirò mai".


Poi capisco che di fronte ai bisticci e ai casini dei bambini si finisca col tirarla fuori (io mai, eh), ma proporre un atteggiamento del genere quando si ha a che fare con degli adulti è francamente inqualificabile. Quando poi quegli adulti si gingillano il destino e la reputazione del nostro Paese, men che meno.

Eppure il Corriere della Sera da anni affida la propria voce ad un tridente di editorialisti che di fronte ad una qualsivoglia questione non trova niente di meglio che reiterare la solita formuletta per cui in media stat virtus.
L'ultimo esemplare di questa fenomenologia dell'equidistanza a prescindere è un editoriale di Panebianco, che rifila etichette di "estremista" e "fazioso" a mezzo mondo, per poi celebrare la figura del "pluralista". (Ovviamente, trattasi di sè stesso e dei suoi compagni di tridente.)
E nel descrivere "il pluralista" tira fuori capolavori di ovvietà come "il mondo è complesso" e "il problema è di impadronirsi di quel poco di "verità" che si riesce ad afferrare". Capolavori del "maddai!" con cui non si può che essere d'accordo.

Resta da vedere se questi tre talenti intellettuali saranno mai in grado di indagare davvero la complessità delle questioni, e trovare una posizione un pò più articolata del "su, da bravi, fate la pace" che rivolgono quotidianamente dalle pagine del più prestigioso giornale italiano.

Se si chiederanno quanto abbia senso mettere sullo stesso piano un Premier che delegittima ogni istituzione di garanzia e condiziona le televisioni più di quanto sia mai stato fatto nell'Italia repubblicana e un'opposizione che ogni tanto fa uno sbadiglio scandalizzato.

E se saranno capaci di andare oltre la stupida contrapposizione democrazia vs regime, come se da una parte ci fosse la Danimarca, dall'altra Myanmar e il nulla in mezzo, o se sapranno riconoscere gli equilibri dei sistemi politici che si spostano ora un pò più in qua, ora un pò più in là. (Va beh, da noi parecchio più in là.)

Perchè se no viene il dubbio che questa grande ambizione di pluralismo e apertura intellettuale non sia altro, che come si chiama...?, ah si, "paraculaggine".

mercoledì 30 settembre 2009

#5: 140.000.000.000€ di evasione fiscale







Miliardo piu', miliardo meno. Di Euro, s'intende.


Fortuna che ora un mezzo sputo di questa miliardata potrebbe tornare in Italia con l'ennesima versione dello scudo fiscale, la cui ratio continua ad essere:"Hai rubato qualche punto di Pil? Dammi una caramella e siamo pari".


E a chi e' talmente sprovveduto da pagare regolarmente le tasse non venga in mente d'incazzarsi, perche' come spiega Berlusconi: 
“chi fa il proprio dovere deve essere sereno e non guardare a chi non lo fa”. E fra gli esempi di chi fa il proprio dovere, Berlusconi ha citato “primo fra tutti il presidente del Consiglio, che con il suo gruppo è il primo contribuente d’Italia” (via Disma)

 Che mi sembra una conferma dell'importanza delle nostre radici cristiane, precisamente nei dintorni del "porgere l'altra guancia" (Luca, 6, 27-38)

lunedì 21 settembre 2009

#4: I premi a c***o






Visto che in questi anni non ci si fa mancare niente, dopo aver portato il cialtronismo oltre i livelli umanamente immaginabili ci si da' da fare per celebrarlo.


Per la serie "La Faccia Come Il Culo", ecco alcuni esempi di sistema decadente che se la suona e se la canta:


- "Premio Talento del futuro": Noemi Letizia. (Quella che...va beh, lo sapete)


- "Premio Giovanni Paolo II" per l'operato in difesa della Cristianita': Roberto Calderoli. (Quello che si e' sposato con "rito celtico", quello di "negri", "culattoni" e altre amenita', quello dello sparare agli immigrati che alla fine pure il Vaticano s'e' un po' risentito)


- "Premio giornalistico Giorgio Lago": Bruno Vespa. (Quello di "la trasmissione gliela cuciamo addosso", e altre cosucce che si possono leggere qui)




Poi uno si puo' interrogare su quali modelli passiamo ai giovani talenti, ai cristiani e ai giornalisti, ma perche' stare a farsi del male?

domenica 13 settembre 2009

#3: i divieti dementi









Esempi sparsi del surrealismo prodotto dalla cialtroneria italiana, quando si applica agli enti locali. Gli stessi cui il federalismo dovrebbe consegnare maggiori poteri, per dire...


- vietato trasportare merce in borsoni sacchetti di plastica e simili (Venezia)
- vietato fare castelli di sabbia (Eraclea, Venezia)
- vietato sedere sulle panchine se si ha meno di 70 anni (Vicenza)
- vietato bere o mangiare panini all’aperto. Vietato anche sostare sulle panchine e nei parchi pubblici dopo le 23 (Voghera)
- vietata a vendita degli alcolici dopo le 22 nelle strade del centro storico (Genova)
- vietati i massaggi in spiaggia (Rimini e tutta la costa romagnola)
- vietato il bagno di notte (Maiori, Salerno)
- vietato mangiare nelle aree comunali (Alassio)
- vietato vendere alcolici ai minori di 16 anni (Milano)




#2: Gabriella Carlucci vs la pedofilia





La storia è vecchia, per cui la riassumo per sommi capi:


- Siamo nel 2008, e non impazza la pedofilia. Impazza però internet, che è una cosa di cui la nostra Gabriella, come tanti altri, non capisce una mazza, e quindi, come a tanti altri, le fa paura.


- Mentre persone molto più preparate si interrogano sulla complessità di una società digitale senza barriere, la Carlucci decide di regolamente internet. Così, tutta da sola, con un ddl. Con un Lodo Carlucci che prevede l'abolizione per legge dell'anonimato su internet, con responsabilizzazione di chiunque anche solo ospiti un commento anonimo diffamatorio.


- La proposta è doppiamente una stronzata: non solo perchè regolamentare la tecnologia è difficilotto, se no le major discografiche starebbero ancora a contar miliardi invece che sbattere la testa contro la pirateria, ma anche perchè il principio di corresponsabilità di chi ospita un contenuto equivale, nè più nè meno, a chiudere un'edicola che venda un giornale che ospiti un articolo diffamatorio. O a sigillare un centro commerciale al primo pirla che va dentro e urla "Carlucci ladra".


- Qualcun altro poi ci ha pensato su, e ha scoperto che è una stronzata tripla: voglio far tirar giù il sito web di un mio concorrente? Lascio un commento con intento diffamatorio, disperso fra i tanti e difficile da rintracciare al momento, e poi faccio partire una denuncia alla magistratura. Bum.


- Questa stronzata in tre (e più dimensioni) è stata poi avvolta in una bella carta stagnola di demagogia, spacciandola per una proposta contro la pedofilia online. Dopodichè è bastato che uno aprisse il disegno di legge per svelare la sua vera origine: opera di Davide Rossi, ennesimo analfabeta digitale oltre che presidente di Univideo, in prima linea contro la pirateria.




Anche qui, il punto non è che nella sua battaglia per i pedofili la Carlucci dimostri ignoranza (internet per i pedofili è come i giardinetti e le strade: o chiudiamo tutto, o niente) o squilibrio mentale, augurando a Gilioli che suo figlio venga intercettato dai pedofili su Facebook. O incompetenza, visto che fra tutti i luoghi di internet, ma proprio tutti, Facebook è quello in cui è meno probabile essere rimorchiati da un pedofilo, trattandosi di sistema chiuso.


Il punto è che Gabriella Carlucci è nostra rappresentante in Parlamento, e vicepresidente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia.


Perchè?

#1: Gabriella Carlucci vs la Fisica mondiale





Il posto d'onore non poteva che toccare alla Gabri, destinata peraltro a raddoppiare.
La vicenda si può riassumere così, ed è tragicomicamente vera:


- quando il Parlamento affonta la riconferma del fisico Luciano Maiani a presidente del CNR, un gruppeto di teocon esprime voto contrario perchè, vai a vedere, Maiani era stato tra i docenti firmatari di un appello che esprimeva perplessità sul fatto che proprio Papa Ratzinger fosse invitato a celebrare l'inaugurazione dell'Anno Accademico della Sapienza. Come questo metta in dubbio le capacità scientifiche di Maiani non è dato sapere, ma comunque...


- per fornire una pezza d'appoggio al proprio voto, o più probabilmente perchè si era appena sniffata funghi dallo Spazio Profondo, Gabriella Carlucci (proprio quella che conosciamo noi, quella della tv, non un'altra) (così, per chiarire), attacca Maiani sostenendo che sia un incompetente responsabile di notevoli danni alla credibilità internazione dell'Istituto di Fisica Nazionale e del Cern, citando un giudizio del premio Nobel Sheldon Lee Glashow


- quel che sfugge alla Carlucci è che la comunità mondiale della fisica è, appunto, una comunità, e come tale le voci girano, e la gente risponde: nello specifico, Glashow prima resta estereffato e poi le risponde confermando il valore di Maiani


- l'effetto dei funghi deve durare parecchio, perchè la Carlucci replica dissezionando un articolo pubblicato da Maiani per mettere in luce degli errori, e fornendo a riprova le considerazioni di un altro scienziato, Alvaro de Rujula


- Rujula smentisce, mentre il resto della sopracitata comunità mondiale della Fisica si chiede chi sia questa Parlamentare che si tuffa in una discussione di Fisica delle Particelle per sostenere l'incompetenza del Presidente della massima istituzione scientifica italiana. Quando scoprono che è un ex showgirl restano, come dire, perplessi.


- A questo punto il colpo di genio della Carlucci, con un'ispirazione degna della retorica da seconda media: se è tanto bravo, com'è che non ha mai vinto il Nobel? (giuro)


- Le fanno notare che anche un certo Edward Witten, considerato il più grande fisico vivente, non ha mai ricevuto il Nobel. La medaglia Fields, si. Il Nobel, no.


Adesso, il punto non è che tutto questo sia nato dall'evidente follia di giustificare un voto tutto teo-ideologico, non è che la Carlucci dimostri la più grassa ignoranza di epistemologia, non è neanche che nel suo delirio abbia sbagliato locuzioni e congiuntivi e definito Mariani "figlio di ballerina".


Il punto è che Gabriella Carlucci è nostra rappresentante in Parlamento, e componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione.


Perchè?