venerdì 5 marzo 2010

Qualcuno comincia a fare sul serio

Pippo ha cominciato la campagna elettorale, e per fortuna l'ha cominciata con una faccia diversa da quel che si vede in giro:


"Ci siamo giocati anche il campo" fa parte di una serie di cartoline tematiche dedicate a urbanistica, mafia, acqua, nucleare, federalismo, integrazione, tecnologia, informazione, sanità, trasporti, caccia, economia, salute e istruzione. (Il ragazzo è secchione, e si vede).

Adesso, visto che io c'ho sempre 'sto senso di colpa per aver portato all'estero quel briciolo di talento che ho (non che sia granchè, ma tutto fa brodo), colgo l'occasione per mettermi a posto la coscienza e dare il mio parere professionale:

Media: la cartolina è una scelta interessante. Costa poco, va di mano in mano, attira l'interesse delle persone con un'immagine forte, ma consente anche di raccontare qualcosa di più. Un mezzo giusto per chi ha qualcosa da dire, ed una rete di persone per farle girare.

I messaggi: Finalmente si parla di contenuti, ed è un bene. E di contenuti regionali, ed è una scelta che può non pagare, ma che è comunque legittima. Però resta l'effetto lista della spesa: posizioni ragionevoli su tanti temi, ma manca un elemento di sintesi, una visione unificante. Che sarebbe a dire: Civati, ne sai e su questi temi specifici posso darti ragione, ma chi sei? Che vuoi?
Obama (eh, lo so,  ha stufato anche me, ma nessuno ha ancora fatto di meglio...) era "Change" e "Hope", il primo Berlusconi era "Il nuovo miracolo italiano", Veltroni era "Volemose bbene". (E difatti ha preso schiaffi da un Paese che di volersi bene non ha alcuna voglia). Civati cos'è?
Stante questo, c'è da dire che spesso la visione unificante viene dal partito, ed il PD, come dire, è un tantino deficitario sotto questo aspetto.
E poi forse questa visione non la si chiede nemmeno ad un semplice candidato al Consiglio Regionale. Ma visto come rischiano di andare le cose, forse si poteva osare di più.

Il linguaggio: c'è una certa varianza, ma il giudizio complessivo è che le headlines siano carine e ben costruite. Forse troppo. La metafora è un meccanismo più complesso, e quindi ha un tempo di assimilazione più lungo: va bene se l'interlocutore ti sta già prestando attenzione, ad esempio durante un comizio, ma se si deve ancora stabilire un dialogo rischiano di essere poco efficaci. Idem per le altre figure retoriche usate.


La Call to Action: sì! Finalmente qualcuno che non si limita a "Votantoniovotantoniovotantonio", cosa che si può fare, se capita, settimane o mesi dopo, ma offre l'opportunità per un'interazione immediata. "Scrivi un sms" di Civati è la call to action più intelligente che abbia visto finora in questa campagna elettorale. Ben più dei vari indirizzi internet, dato che raramente la gente ha a disposizione un computer, e la voglia di usarlo, quando vede cartelloni e cartoline, mentre ciò su cui si può scommettere è che un italiano ha almeno un cellulare in tasca.
Anche qui si sarebbe potuto fare di meglio, invitando i potenziali elettori a contribuire alla campagna con un sms premium, mentre sembra che l'obiettivo in questo caso sia solo di raccogliere un database di potenziali sostenitori, cosa che conferma l'immagine di Civati come "candidato di relazioni e scarpe rotte".


Giudizio complessivo. La campagna: credo che questo sia solo il primo passo, e andrà analizzata meglio più in là, comunque si può dire che sia senza dubbio incoraggiante, ma con due limiti.
Il primo è che sembra una campagna di fidelizzazione, più che di espansione: media, messaggi, linguaggio e call to action sembrano finalizzati a rafforzare i rapporti con i propri sostenitori piuttosto che a sfondare fra nuovi elettori. Può darsi che Pippo si sia fatto due calcoli e basti questo per ottenere le preferenze necessarie, o che questa sia solo la fase uno in cui si ammassano le truppe.
Il secondo limite è che è una campagna da candidato consigliere regionale, e non da leader: che si perda o che si vinca (magari per forfait), sarebbe stato interessante sfruttare quest'opportunità per costruirsi un profilo di primo piano, per poi puntare alla famosa candidatura a sindaco di Milano, o ad un ruolo nel partito.
Ma questo richiederebbe, per l'appunto, una visione unificante a monte della lista della spesa.

Giudizio complessivo. Il candidato: è intelligente ed ha delle belle intuizioni, ma è penalizzato dal fatto di stare in una classe di imbecilli, per cui bastano quelle poche intuizioni a fargli fare bella figura. Dato che non lo si può spostare in una scuola più severa perchè c'è bisogno che continui a candidarsi in Italia, bisogna incoraggiarlo e renderlo più ambizioso.

giovedì 4 marzo 2010

Pedagogia democratica 1.0

Io non lo so come finirà questa cialtronata, quella del Lazio con le liste rinviate per panino, e soprattutto quella della Lombardia con le firme finte, che è ben più grave.
Magari avremo un nuovo episodio di Tar libera tutti, anche se pure nella Regione più efficiente d'Italia un partito di ritardati resta tale.

Credo però che la soluzione peggiore sia l'ennesima sanatoria deresponsabilizzante. Certo, c'è il rischio di avere due Governatori dimezzati, e la democrazia, e sono il primo partito, e tutto... Ma l'altra ipotesi mi fa più paura.
Quella per cui in un Paese in cui nessuno risponde di quello che fa, e al massimo ce la si cava con una scusa in diretta e se proprio va male il pellegrinaggio dal vescovo, che in un Paese così nemmeno nei più alti momenti di una democrazia ci si debba assumere le proprie responsabilità.

C'è un filo rosso che unisce argomenti diversi: la par condicio, l'articolo 18, il centralismo, i programmi scolastici ministeriali... In tutti questi casi non ci si fida dei giornalisti e dell'Ordine dei Giornalisti, delle aziende e dei Tribunali del Lavoro, degli enti locali e dei Collegi Docenti, e non ci si fida perchè non si può contare sul loro senso di responsabilità. Si disciplina tutto ex ante, perchè si sa che ex post ci sarebbe l'anarchia.
Col risultato perverso, fra l'altro, che si è instaurata la convinzione per cui "se qualcosa non è illegale, allora è permesso", senza alcuna considerazione di opportunità o deontologia.
E se anche è illegale, piuttosto che risponderne si tira in ballo il complotto e si fa una leggina ad persona. (O ad partitum, ad corporationem...)

L'Italia non uscirà dalle secche finchè non semplificherà leggi e regolamenti.
E non semplificherà leggi e regolamenti finchè non si potrà fidare dei propri cittaini.
E non si potrà fidare dei propri cittadini finchè non affermerà il principio di responsabilità: se sbagli, ne subisci le conseguenze.
Anche se sei il candidato del primo partito italiano.
A maggior ragione, se sei il candidato del primo partito italiano.

Quindi, è ora che si cerchino una piattaforma politica diversa da questa:

Nel senso che anche il Papa non e' un galantuomo?


Inchiesta G8, Santa Sede su Balducci 
"Non sarà più gentiluomo del Papa"

L'ex numero uno del Consiglio dei Lavori Pubblici, in carcere nell'ambito dell'inchiesta sui Grandi eventi, non sarà più chiamato a svolgere il ruolo. Sarà cancellato dall'Annuario, hanno riferito fonti vaticane


(Homepage di Repubblica)

lunedì 1 marzo 2010

Quando invece si dice la destra cogliona


Caos liste pure in Lombardia
Fuori quella di Formigoni


Corte d'appello di Milano: «Irregolari 514 firme»
Caso Pdl in Lazio, Napolitano: «Controllo
spetta ai giudici»

16:57  CRONACHEEsclusione di "Lombardia per Formigoni". Ricorso possibile fino a domaniPremier sconcertatoScriviParole&PoliticaBlog





Mo' vediamo cosa s'inventano per sfangarla.

E tanto per farci del male anche noi, vediamo quale altra vaccata s'inventa Penati, che ad oggi e' l'unico politico al mondo a trattare come un dettaglio fastidioso il fatto che il proprio avversario politico possa essere ineleggibile.

domenica 28 febbraio 2010

Quando si dice la destra moderna




In questi 14 minuti è racchiusa l'essenza politica di David Cameron, il giovane (per i nostri standard) e brillante (anche per quelli inglesi) leader dei Tory che dovrebbe avviarsi, ma non è detto, a vincere le elezioni di maggio e a porre fine al ciclo del Labour.
Ed è un'essenza tutta riassumibile in un'analisi lucida del mondo, e in alcune conseguenti scelte politiche: viviamo in un'era post-burocratica, in cui gli individui hanno accesso a informazioni e strumenti che permettono loro di compiere scelte da cui erano tradizionalmente esclusi. Ed è un bene che sia così, perchè lo Stato non ha più abbastanza soldi per permettersi di compiere quelle scelte al posto loro. Quindi, lasciamo che siano le persone e le comunità locali a gestire una parte sempre crescente della propria vita.
E attenzione, non è una verniciata digitale sul lassez-faire reaganiano, perchè Cameron parla proprio di persone, e non aziende: e quindi propone, fra le altre cose, scuole autogestite dagli insegnanti e ospedali da medici e infermieri in forma di cooperativa.

Intendiamoci, forse è un alibi dietro cui nascondere un taglio del welfare tutt'altro che originale, ma è pur sempre un alibi che costringe a riflettere, e soprattutto che interpreta la contemporaneità. Una piattaforma politica per il 2010, che ridefinisce il perimetro tra destra e sinistra e che non sarebbe potuta esistere non dico 30, ma nemmeno 10 anni fa, all'apice del Blairismo.

Come la sinistra, anche la destra in Italia ha bisogno di una vigorosa iniezione di XXI secolo. Noi stiamo qui ad applaudire le timide considerazioni di Fini, che nel cialtronismo retrogrado dei suoi compagni di partito sembrano utopici spiragli di progresso, ma se non fosse per una pari timidezza intelletuale del PD anche Fini apparirebbe per quello che inevitabilmente è: un figlio, più o meno brillante, di un'epoca in via di scadenza.


(Poi va beh, possiamo pensare all'effetto farsesco di un Cameron che fa un discorso simile in Italia: dal mettere online tutti i bandi d'appalto dei lavori pubblici, immagino con i dettagli di mignotte e circoli sul Tevere, al mappare la distribuzione dei reati in tempo reale, salvo scoprire che le aree terrorizzate dall'emergenza sicurezza erano molto più pericolose vent'anni fa)


sabato 13 febbraio 2010

Fammi capire...


Papa: "Il diritto alla vita è inalienabile
Pericoloso uno Stato che decide l'etica"


Quindi quando dice "pericoloso e deleterio uno Stato che proceda a legiferare su questioni che toccano la persona e la società, pretendendo di essere esso stesso fonte e principio dell'etica" vuol dire che non vuol sentir parlare di leggi che regolino l'aborto, la convivenza, il testamento biologico, e si lascia che a decidere siano la persona e la società?

Aspetto che dica anche lui di essere stato frainteso...

mercoledì 10 febbraio 2010

E prima di nanna la preghierina...

L'intervista riparatoria per Morgan, il cartellino rosso in caso di bestemmie, l'insistenza gratuitamente cattiva su Eluana... devo essermi perso l'emendamento costituzionale in cui si sancisce che i cittadini sono incapaci di intendere e volere, e quindi sottoposti alla tutela giuridica dell'autorita'.

Con l'aria che tira pensa cosa capiterebbe se si scoprisse, che so, che il Presidente del Consiglio va a puttane...