L'unica spiegazione che mi do è che il PD abbia voluto riaffermare la propria superiorità in uno dei pochi campi dove tutti gli riconoscono una leadership ora che pure il PDL comincia a farsi del male da solo.
Perchè
mi sembra che stia preparando un'operazione di masochismo di livello storico.
Allora, il tuo avversario si incasina da solo, e rischia di non essere ammesso alle elezioni proprio nel mezzo di una campagna elettorale che ha impostato sulla mitologia del "fare".
Giustamente, tu rispondi che sta ai tribunali valutare la legittimità delle operazioni, e scoraggi qualsiasi toppa politica.
Quando però la toppa, in forma di decretino, arriva, cosa fai? Mi organizzi una manifestazione di protesta la settimana dopo?! Come esercizio di stile, propongo alcune considerazioni di cui i professionisti della politica saranno sicuramente consapevoli:
- I tempi in politica sono importanti: la manifestazione del 13 arriva non solo dopo il decreto, ma anche dopo la pronuncia del Tar. Immaginando che la delibera sia favorevole al Pdl (se no in piazza ci si va a stappare champagne), quella diventa inevitabilmente una manifestazione contro il Tar. Cioè, lo stesso soggetto di cui hai giustamente difeso competenze e prerogative quando è scoppiata la crisi.
- Lo slogan della manifestazione è "Sì alle regole, noi ai trucchi". In Italia. Oggi.
Una manifestazione per dire sì' alle regole. Noi ai trucchi. In Italia. Pierluigi, ma sei scemo?!
Poi lo so che c'è un'Italia che non ne può più di queste cialtronate, ma con una manifestazione improntata al rispetto ideologico delle regole, l'altra Italia non la convinci. Ma non cominci nemmeno a parlarci. O sposti la discussione sul piano del costo specifico del mancato rispetto delle regole, o chi guida un Suv (o guarda Rete 4, che sembra ti stia
a cuore), tiene le orecchie tappate.
- Ciliegina sulla torta, la questione firme passa da essere "Il centrodestra non è neanche capace di compilare un modulo" a "Il centrosinistra non ci sta a perdere e si aggrappa ad ogni cavillo per togliere il diritto di voto al centrodestra.. E quando gli va male, va in piazza a protestare". Un capolavoro.
Purtroppo rimpalliamo sempre fra due alternative inadeguate: non fare niente (e non si può) o scendere in piazza (e spesso non serve). Ergo, in uno spirito costruttivo ecco una lista di alternative che rimette la questione su binari più adeguati, e rischia addirittura di portare qualche voto:
1- trattare le firme ed il conseguente decreto come una questione giudiziaria, nel rispetto dell'indipendenza dei poteri, e quindi annunciare ricorso al Consiglio di Stato ed alla Corte Costituzionale
2 - cestinare metà dei manifesti pronti ad essere mandati in stampa (operazione meritoria a prescindere) e rimpiazzarli con "Volete affidare la Lombardia/il Lazio a chi non è nemmeno in grado di compilare un modulo?", da integrare con
sub-headline sottottitoli specifici dedicati a tutte le categorie che se sbagliano una data o una firma ci rimettono: imprenditori, avvocati, commercialisti, studenti universitari, contribuenti. (Cioè tutti gli elettori.)
3 - Evitare enunciati di carattere universale e teorico ("viva le regole"), e fare esempi specifici. ("Quando vuoi affidare una delle Regioni più ricche d'Europa a un'ex velina, sbagliare a compilare i moduli è il minimo che ti possa capitare") e rilevanti ("E se fossero arrivati in ritardo nelle richieste di un finanziamento europeo? Pensate che l'UE avrebbe chiuso un occhio?)
Così, per dire, se dopo anni di opposizione si vuole tornare a vincere...