lunedì 2 novembre 2009

Se anche la CGIL si da all'ambaradan...

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Wikilabour e' un dizionario wiki messo in piedi da CGIL Milano e CGIL Lombardia.
Che verrebbe da chiedersi, la stessa CGIL ferma a modelli superati, ancorata al Novecento, incapace di riconoscere e confrontarsi con la contemporaneita'? Si, proprio quella. Per dire.

Coprira' la tradizionale area dei diritti dei lavoratori, ma anche la formazione e la retribuzione, e come ogni buon wiki piu' ogni meno argomento che i partecipanti vogliano trattare.

A me sembra un bell'argomento da aggiungere alla risposta da dare a chi guardandosi intorno vede  solo una solidita' superata da una parte ed un modernismo effimero dall'altra.

domenica 1 novembre 2009

26 Ottobre - 1 Novembre 2009


Settimana moscia. Che con l'aria che tira, si evitano guai.




Lunedì


Dati definitivi delle primarie PD, vince Bersani. Ma anche D'Alema.


Soddisfazione di Nanni Moretti per il risultato di Franceschini: continua a trovarsi nella minoranza.


Il neo-segretario: "La politica non e' un lenzuolo". Ma capisco la confusione, visto che il PD e' un cadavere.




Martedì


Rutelli lascia il partito, delusione fra gli elettori di sinistra: ora non ci sono più scuse per non votare il PD.




Mercoledì


Durante Napoli-Milan, raggio laser su Dida. Ma lui non l'ha visto.




Giovedì


I banchieri svizzeri: "Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore". Ma Dell'Utri li invita a fare gli eroi.




Sabato


In caso di condanna, Berlusconi resterà al suo posto. Toccherà costruirgli una cella intorno.


Rutelli presenta il suo nuovo progetto politico. "Ho ricevuto migliaia di messaggi d'incoraggiamento". Il solito modesto, sono stati quasi tre milioni.


Curiosamente i messaggi di sostegno erano tutti uguali: "Vai Francè, vai sereno...".
Alcuni però pronunciati con accento emiliano.



E sulla convergenza con l'UdC, ancora Rutelli: "Occorre un'onestà senza macchie". E se mi passa il tovagliolino, mi pulisco anche queste briciole di cannolo.

Studio 60 vs 30 Rock





Breve corso di aggiornamento per chi sceglie ancora i canali dall'1 al 7. O la vita sociale.

"Studio 60 on Sunset Strip" e "30 Rock" sono due serie televisive americane che partono da premesse simili (il dietro le quinte di un live show comico americano), ma le sviluppano su toni e temi differenti.

Studio 60 on Sunset Strip è opera di Aaron Sorkin, e basterebbe questo. Con West Wing condivide parte del cast (Bradley Whitford, Timothy Busfield), l'attenzione ai dialoghi e soprattutto l'ambizione di far riflettere lo spettatore. Ambizione relativamente facile in una serie ambientata alla Casa Bianca, meno scontata ma molto ben soddisfatta  in uno show che sostanzialmente racconta la vita dietro il Saturday Night Live.
Anche per questo, sceglie un registro che chi la sa lunga chiama dramedy, giostrando con equilibrio fra gli spunti più comici e quelli più seri.
Sconta però la stessa mancanza di 30 Rock: per una serie ambientata in un comedy show, trascura di rappresentare la costruzione dello spettacolo, per concentrarsi invece sui rapporti tra gli autori, o fra loro ed il sistema mediatico, economico e sociale in cui si muovono.
Scelta legittima, ma mentre da West Wing abbiamo imparato come si fa la politica americana, Studio 60 è meno capace di insegnarci come si fa la comicità. E siccome ne han fatta una stagione sola, ciccia.

Perchè guardarla. Qui ci sono un pò di ragioni, io ci aggiungo l'apertura della prima puntata (che cita Quinto Potere)




30 Rock è invece la serie creata da Tina Fey, ex head writer proprio del Saturday Night Live, diventata famosa anche da noi (quanto meno su internet) per la sua imitazione di Sarah Palin.
In questo caso il taglio è decisamente comico, e dato che Tina Fey si è costruita lo show intorno proprio personaggio (Liz Lemon), gli spunti principali sono quelli prevedibili per una serie incentrata su una donna single  che ha superato i 30 anni: la difficoltà nel trovare l'uomo giusto, le relazioni passate, l'insicurezza e il rapporto con l'autorità, incarnata da uno strepitoso Alec Baldwin, che ha il compito di introdurre nella serie i tratti più maschili.
A partire dal titolo (30 Rockfeller Plaza è la sede degli studi dell'NBC), 30 Rock è sostanzialmente un'enorme operazione di branded content da parte di NBC e General Electric, ma lo è in modo talmente dichiarato e autoironico che non pesa, e anzi lo si apprezza perchè aggiunge una chilata di realismo ad una serie altrimenti un pò troppo leggera. E d'altronde NBC e GE ben si possono proporre come paradigma del grande studio televisivo americano e della corporation tenuta insieme solo dal profitto e dal carrierismo.
Il punto debole? E' leggerina, leggerina proprio. Con queste premesse, si sarebbe potuto fare uno show molto più graffiante, originale e, appunto, ambizioso. Invece si ride dei temi consueti. Ma si ride.

Perchè guardarla. Alec Baldwin.

sabato 31 ottobre 2009

Beata ingenuità



Da quando ha lasciato il PD (sempre troppo tardi), ho cominciato ad apprezzare Rutelli. Sarà il distacco, sarà che ora sta a far danni da altre parti, ma riesce sempre a darmi un motivo di sorridere.
Per dire, uno che per presentare una convergenza con l'Udc tira fuori la frase "Occore un'onestà senza macchia" non può che lasciarti soddisfatto, a pregustare nuove perle. (Poi che il fatto che l'intervistatore non gli abbia fatto presente che il bacino principale di voti dell'Udc di cui sopra sia Totò Cuffaro fa parte della più alta tradizione del giornalismo embedded all'amatriciana).

Nella stessa pagina poi la parola passa a Casini che si lancia in un
"Noi abbiamo circa due milioni e mezzo di voti, aspettiamo che lui (ndr: Rutelli) ne porti altrettanti" (da Metilparaben)

Ma beato ragazzo, non ti sei accorto che sono dieci anni che Rutelli non vince manco le elezioni condominiali?
Tutti a dire Casini molto intelligente, Casini gran fiuto politico, Casini che progetto ambizioso, e secondo te è una coincidenza che alle primarie 2005 si butta su Prodi vincitore annunciato, a quelle 2007 si ributta su Veltroni vincitore annunciato, e nel 2009, di fronte a quello che considera uno snodo di vita o di morte del partito, manco gli passa per l'anticamera del cervello di candidarsi in prima persona?
Possibile che non hai capito che per anni il suo gioco è stato rivendicare voti mai presi, sulla base di una rappresentanza del centro mai legittimata e di un peso politico tutto da verificare, finchè non ha tirato troppo la corda e perfino Franceschini ha smesso di cagarselo?

Ma stavolta è diverso, stavolta ha dichiarato di aver "ricevuto migliaia di messaggi d'incoraggiamento, adesioni, sostegni."
Solo che non ha specificato che venivano tutti dagli elettori del PD, e facevano "Vai Francè, vai sereno..."

Corsi e ricorsi storici


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Ignazio La Russa: "Non ho strumenti per dire come sono andate le cose, ma sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione".  (Stefano Cucchi, Roma, 2009)







"Ignazio La Russa ribadisce la sua piena e convinta solidarietà ai ragazzi in divisa." (Genova, G8 2001)

venerdì 30 ottobre 2009

Non rovinatemi Gasparri!

Gasparri e' un politico straordinario: si discosta dalla mediocrita' degli Schifani, Vito, Bondi, Cicchitto e altri, che non a caso sono tranquillamente sostituibili gli uni con gli altri, per raggiungere vette di squallore tutte sue.

Non e' solo che e' stupido, di una stupidita' che non regge confronti; ne' che pare esserne beatamente inconsapevole nonostante i commenti sulla sua deficienza intellettuale costituiscano ormai un filone di letteratura a se'. E' troppo stupido, appunto.

E' che a questa stupidita' aggiunge una serie di grotteschi connotati e incidenti della vita, come la garanzia che, in un qualunque consesso, sara' sempre lui a dire la cosa contemporaneamente piu' insensata e volgare. Ci fossero anche Feltri, Bondi, Brunetta e Salvini, comunque non c'e' storia. Gasparri e' di una cialtronaggine competitiva.

O come il suo inaspettato valore pedagogico: aver affidato ad un soggetto tanto diversamente-intelligente il passaggio dal sistema televisivo analogico al digitale, di cui prevedibilmente non capiva una mazza fritta, ha impedito di adagiare un velo di elaborata ambiguita' su quella riforma, e l'ha rivelata per quello che era. Una porcata padronale.
Parimenti, ogni sua intervista mette a nudo la regola aurea del nostro giornalismo televisivo: su un qualsiasi argomento, piu' prescindi dal merito della questione e la spari grossa, piu' garanzie hai di finire in prima serata. E quando ci si mette Gasparri, non ce n'e' per nessuno.

Per questo non posso accettare le insinuazioni di questi giorni: che tutt'a un tratto si comporti come un qualsiasi bigotto ipocrita, che di giorno attacca i gay e di notte va a trans, sarebbe una delusione troppo grossa.

Gasparri e' un talento unico che va lasciato libero di esprimersi senza ingabbiarlo in uno schema. Non facciamone uno sterotipo.

domenica 25 ottobre 2009

19-25 Ottobre 2009







Lunedì


Tremonti boccia la mobilità. In effetti sono anni che tiene l'economia italiano ferma al palo.


Alfano propone carceri galleggianti. Si ritorna all'antico, con Confalonieri al pianoforte.



Martedì


Disappunto fra i carabinieri per il romeno morto in caserma dopo un sedativo. Gli ha tolto tutto il divertimento.


Mori: "Nessuna trattativa tra Mafia e Stato nel 1992". 
"Come si può trattare con dei criminali latitanti?", pare si chiedesse Riina.



Giovedì


Sorpresa all'annuncio che Franceschini avrà un vicesegretario nero. Si pensava che Fini puntasse direttamente alla segreteria.


Dall'altra parte oggi si cominciano a distribuire le tessere del PdL. Ma Mastella ne ha già 30.000
 


Venerdì


Marrazzo ricattato da 4 carabinieri: uno tiene la telecamera, un altro schiaccia il pulsante, e il terzo spiega al quarto cos'è un trans.
(Questo prova che i carabinieri sono più intelligenti delle barzellette: per girare l'assegno del ricatto, non l'hanno voltato sottosopra.)



E ora pensate al dramma di Feltri. Un politico del PD beccato con un trans, e gli tocca trovare un motivo per dire che non deve dimettersi.


Intanto la Chiesa si esprime a favore del diritto d'obiezione per i farmacisti. Tanto i bambini mica restano incinta...


Schifani: "Ci siamo lasciati l'immunita' parlamentare alle spalle". Per pararci il culo.
 


Domenica


Termina nella notte l'ora legale. Soddisfazione bipartisan.

Tornerà fra sei mesi. Sempre che non si trovi un Ghedini o un Ghedoni...



Con l'occasione si porta indietro l'orologio. Un'ora in più per ignorare le primarie del PD.
(D'altronde hanno tanto in comune: un'usanza che si ripete una volta all'anno, grande eccitazione, e tempo sei mesi è tutto da rifare).



A proposito di primarie, attesi alle urne due milioni di elettori. Il primo caso legale in Italia di suicidio assistito.