giovedì 10 dicembre 2009

#7: L'anti anti-berlusconismo

A cui la risposta migliore e' come al solito quella di Leonardo, che mette a disposizione dei pensieri che ho in testa le parole migliori:

"Conosco persone, e neanche poche, dispostissime a indossare uno straccetto di qualsiasi colore, e a tenerlo per mesi e mesi ... ma qualcosa di viola contro Berlusconi, eh no: troppo facile, troppo cheap, populista, oppure snob, in ogni caso fuori luogo. 
[...] Dite che non fanno proposte concrete. Ma vi siete letti la piattaforma dei verdi iraniani, o degli arancioni birmani, o dei tibetani? Sono concrete, realistiche le loro proposte? I viola sono populisti, dite. A parte che mi basterà svoltare l'angolo per sentire l'accusa opposta (“elitari”); ma il populismo lo fanno i leader che assecondano i bassi istinti del popolo. Ce l'hanno i viola un leader? Non ancora, non necessariamente. Non sono populisti: i viola sono popolo. 
[...] dove va il popolo ci sono sempre i chioschi di caldarroste e prima o poi arriva anche il tizio un po' matto che cerca di venderti la biowashball. Ma se vi siete messi in testa che l'antiberlusconismo sia un'adunata d'imbecilli montata dai venditori di biowashball, non avete capito molto degli italiani. 
[...] Gli antiberlusconiani si meritano almeno lo stesso rispetto si tutte le minoranze antropologicamente interessanti.
[...] C'è questa piccola differenza, nel far rimarcare tra tutte la priorità di mandare via il Moloch. Vi sembra ingenua? A me sembra ingenuo pensare di poter parlare di giustizia mentre un delinquente è al governo coi suoi avvocati. Mi sembra ingenuo parlare di pluralismo quando lo stesso delinquente fa e disfa giornali e telegiornali nazionali.  Mi sembra ingenuo far finta che non esista, semplicemente.  
[...]  Non ci sarà mai né meglio né peggio, finché l'Italia gira intorno a Lui. E no, non siamo stati noi a fargli girare l'Italia intorno. 

 (via Leonardo)

lunedì 7 dicembre 2009

In piazza ma anche no

I paradossi del PD spiegati da Luca Ricolfi:


"Il Pd attuale sembra ancora ipnotizzato dalla dottrina Veltroni: infatti cerca disperatamente un accordo sulla giustizia, sulle riforme istituzionali, e in prospettiva sulla legge elettorale, mentre critica duramente il governo sulla politica economica, sull’evasione fiscale, sulla scuola, sull’università, sulla sicurezza, sulla criminalità, sull’immigrazione, sul terremoto, insomma praticamente su tutto quel che fa. 

Io penso che la dottrina Veltroni sia errata, e che le cose stiano semmai al contrario: il dialogo (quasi) impossibile è quello sulle regole, il confronto possibile è quello sulle riforme economico-sociali (come è già successo, quasi di nascosto, con la riforma Brunetta-Ichino della Pubblica amministrazione)." 

giovedì 3 dicembre 2009

Ivy League de noantri

A me quel che colpisce di piu' di questa vicenda e' che si possa diventare vicepresidente del CNR in virtu' di una cattedra in Storia Moderna all'Universita' di Cassino e come coordinatore di corso di laurea all'Universita' Europea di Roma. (Quest'ultima ancora in attesa di approvazione ministeriale come universita' cattolica non statale legalmente riconosciuta).

martedì 1 dicembre 2009

Poi uno dice noi italiani siamo creativi...

Come promuovono la lettura in Nuova Zelanda (quel posto in culo al mondo che conosciamo solo per aver ospitato Il Signore degli Anelli):




E come la promuove il Paese che "noi italiani siamo creativi, la moda, il design, blah blah..."





lunedì 30 novembre 2009

Cose che fan bene al cuore...

Spulciando la mailing list de iMille sono capitato su quest'analisi tragicamente lucida* dell'Italia, vista da New York: 
 "In any event, wherever Italy goes these days, the Democratic Party in its present form is unlikely to be leading the way."
"Gianfranco Fini, current president of the Chamber of Deputies (the lower house of the Italian parliament), far and away the most capable politician in circulation"
"The left can match Tremonti's economic expertise with Tommaso Padoa-Schioppa, who served as minister of finance under the last government of Romano Prodi; but there is no one capable of matching Fini's finesse, least of all Walter Veltroni, the founder and first secretary of the Democratic Party " 
E' un articolo lunghetto, ma vale la pena leggerlo. 


*Per quanto caschi nell'inevitabile citazione di "Giuseppe Tomasi di Lampedusa, who distilled the paradox of modern Italy: "If we want everything to stay as it is, everything has to change!" 
(Tanto per ribadire che se il XXI secolo non e' ancora arrivato, pure il XX ha ancora qualcosina da sbrigare...) 

Via, via, vieni via di qui...






"Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. 
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. 
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero"


Per carita', io questa lettera di Pier Luigi Celli la condivido e sottoscrivo in pieno, dalla prima all'ultima parola comprese le virgole e gli spazi bianchi. E se me ne sono andato e' perche', per citare uno dei corresponsabili, "l'Italia e' il Paese che amo" ed ero stufo di svegliarmi ogni giorno e trovare nuovi motivi per disprezzarla.


Detto questo, mi viene da chiedermi: se anche il direttore generale della Luiss si scontra col fatto che suo figlio ha poche opportunita', in che situazione si trova un padre normale? E dov'era la sinistra quando a quel padre abbbiamo lasciato l'unica alternativa di sperare che suo figlio diventi una velina o un portaborse?


(E dov'era Celli quando le veline uscivano dal recinto Mediaset e colonizzavano tutta la nostra tv dall'intrattenimento ai quiz alla cultura? Ah gia', in RAI.)



domenica 29 novembre 2009

23 - 29 Novembre 2009






Lunedì


Stop al 50% dei procedimenti con il processo breve. Anche detto "Lodo testa o croce".


Il PD in piazza per l'alternativa. A fare opposizione.




Martedì


Obama annuncerà la strategia per uscire dalla guerra in Afghanistan. Cominciarne una nuova da un'altra parte.


PD: Bersani annuncia la sua squadra. E' l'Inter prima di Calciopoli.




Mercoledì


Tribunale svizzero rilascia Polanski. Ha garantito che si trasferirà in un'altra parrocchia.




Giovedì


Trovati 60.000 file nel PC di Brenda. E ben 89 tasti sulla tastiera.




Domenica


Il Papa: "La Chiesa è vicina ai malati di Aids". Direi complice.


Berlusconi: "Sono quello che ha fatto di più contro la mafia". Aspettiamo con ansia che diventi la migliore vittima degli ultimi 150 anni.
Comunque non si può dire che Berlusconi non abbia affrontato la mafia faccia a faccia. Sapete quanto gli piaccia guardarsi allo specchio!


Crisi fra Clooney e la Canalis. Il momento che la De Filippi aspettava da mesi.

venerdì 27 novembre 2009

Maddeche?


Sono 60 mila i file, tra visibili e cancellati, presenti nella memoria del computer di Brenda, la transessuale testimone nell’inchiesta sul caso Marrazzo trovata morta il 20 novembre scorso per asfissia da fumo nel suo monolocale di via Due Ponti, a Roma. I consulenti tecnici nominati dalla procura stanno completando la scansione dell’hard-disk del pc: al momento è stato recuperato il 16 per cento del contenuto. Circa 130 gigabyte di memoria, uno spazio considerevole considerando che un film occupa mediamente due-tre gigabyte.
Quando i tecnici della procura hanno iniziato la scansione, lunedì notte, sono rimasti impressionati. L’acqua non ha compromesso la memoria. E dal pc sono spuntati oltre 90 giga byte di materiale conservato dal trans negli ultimi mesi. Un volume impressionante considerando che un computer di un uomo d’affari, un professionista, in genere arriva a 4,5, al massimo 6,7 giga di memoria.
(Vittorio Pasteris)

Non che io sia uno di quei disgraziati che scaricano film p2p mandando in vacca l'industria cinematografica, ma mi sembra opportuno sottolineare che un film occupa in media 750Mb (non 2-3 Gb), e il mio computer ha 300Gb di memoria, perlopiu' occupati. 
Mi sembra superfluo sottolineare che non sono esattamente un uomo d'affari, e il mio computer personale lo uso per andare su internet, guardare film e giocare a un (1!) videogioco.

giovedì 26 novembre 2009

Masochismo al cubo

  vs   immagine documento documento


Io la posizione del PD rispetto alla manifestazione del 5 dicembre la vedo così: inspiegabile e masochista.

Inspiegabile perchè sono sicuro (più o meno) che ci saranno (magari) delle ragioni buone e articolate per cui il PD non aderisce alla più significativa iniziativa di reazione alle ultime follie berlusconiane, ma a giudicare dai commenti che si leggono in giro per spiegare queste ragioni buone e articolate Bersani avrebbe bisogno di una ventina di minuti di colloquio con ogni potenziale elettore del PD. Questa ventina di minuti Bersani non ce l'ha, e questo rende la sua scelta tecnicamente inspiegabile.

Masochista perchè in un colpo solo consegna al PD tre pericoli:


  1. Se la manifestazione del 5 dovesse molto bene, il PD avrebbe perso l'occasione di far sentire la propria presenza e avrebbe sancito la propria incapacità di capire una buona parte di italiani, con il risultato che l'agenda dell'opposizione sarà stata dettata da quattro volenterosi su Facebook. Non proprio un gran risultato, per il-più-grande-partito-ecc.
  2. Se la manifestazione del 5 dovesse andare molto male, in molti rinfaccerebbero al PD la responsabilità del fallimento, ed il conseguente rafforzamento del governo proprio in un momento in cui i ministri si prendono a schiaffi da soli. E fra quei molti ci saranno tanti suoi elettori effettivi o potenziali.
  3. Avendo deciso di scendere in piazza la settimana successiva, sarà inevitabile fare un confronto fra i numeri delle due iniziative, e sarà pressochè inevitabile che vadano a premiare la manifestazione del 5. E' vero che si tratta di due iniziative diverse, ma di fronte al valore di sintesi dei numeri certi distinguo servono giusto a riempire i talk show con la faccia imbarazzata.
Ora, qui si è ingenui e alle Frattocchie ci si è passata una giornata scarsa, ma non sembra il modo migliorare di inaugurare la nuova segreteria.

mercoledì 25 novembre 2009

Almeno fattelo scrivere da tua moglie...


Volantino Br al Giornale: Digos, scritto da collaboratore interno, denunciato

25 Novembre 2009 12:08 POLITICA
GENOVA - Il volantino firmato Br recapitato ad un giornalista del "Giornale" era stato scritto da lui stesso. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l'uomo per simulazione di reato e procurato allarme. La lettera minatoria era stata rinvenuta la settimana scorsa sotto la porta d'ingresso della redazione genovese del quotidiano. L'uomo avrebbe confessato di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. (RCD)
(Corriere.it)
P.S. Che poi dare la colpa ai nomadi mi ricorda tanto questo...

domenica 22 novembre 2009

16 - 22 Novembre 2009




Lunedì

Arriva il Si Berlusconi Day. O meglio, esce dal Tg1.



Martedì

Via libera alla privatizzazione dell'acqua. Se tutto funziona al meglio, magari ci saranno in giro meno stronzi. 
(Acqua privata. Un'onesta dichiarazione d'intenti.)


Di Pietro invita Bersani a non fare il primo della classe. Un rischio che personalmente non ha mai corso.




Mercoledì


Scontro nel PdL sul voto agli immigrati. L'unico che la Lega accetterebbe e' quello di castita'.


Intanto la Lega organizza un Natale senza immigrati. Il bue e l'asinello dovranno trovarsi qualcun altro da scaldare...

I beni confiscati ai mafiosi potranno tornare ai boss. Così non dovranno più finire in Parlamento per riprenderseli.



Giovedì

Rapporto Censis, in Italia si legge sempre meno. In compenso facciamo delle gran figure.
(Si legge sempre meno. E' proprio vero che internet ha ucciso il porno.)



Bocciata la candidatura di D'Alema. Chi l'avrebbe detto, con il credito di cui gode l'Italia all'estero...
(D'Alema resta in Italia. Immaginate la faccia di Veltroni.)



Proposta della Lega: "In ogni casa una Bibbia". E approvato il processo breve, anche i due ladroni.




Domenica


Milano, al via le ronde dei vicini di casa. Appena saranno in grado di riconoscersi.

Hustle vs Leverage

Breve corso di aggiornamento per chi sceglie ancora i canali dall'1 al 7. O la vita sociale.





Hustle è una serie della BBC che ha per protagonista un gruppo di cinque truffatori. E' ambientata a Londra, e la sua fortuna è di essere stata prodotta a partire dal 2004, ovvero da quando la capitale inglese è diventata più che mai una delle capitali globali: il che significa che oltre ai tradizionali lord inglesi ha cominciato ad ospitare sempre più miliardari russi, arabi e di altre svariate provenienze geografiche e finanziarie, fornendo opportunità pressochè infinite per chi si è scelto questa filosofia di vita:


"La prima regola della truffa è che non puoi truffare un uomo onesto. Non è mai successo. E' impossibile. Perchè l'affare funzioni serve che tu voglia qualcosa in cambio di niente. E noi cosa facciamo? Ti diamo niente in cambio di qualcosa."


La serie è scritta e recitata piuttosto bene e i personaggi riescono a maturare un minimo di spessore, anche se alla lunga lo spettatore si abitua al meccanismo ed è difficile reggere l'effetto sorpresa. Che poi è il problema comune di chiunque voglia rappresentare una truffa: nel momento in cui lo dichiara, lo spettatore sa già cosa aspettarsi, e la scelta è fra il coinvolgerlo come complice passivo o cercare di fregarlo arzigogolando la trama. Regge in un film, ma si fa più complicato su serie di sei episodi a stagione.
Si tratta comunque di un prodotto onesto e interessante, magari non all'altezza delle migliori serie americane di altri generi, ma comunque il meglio nella sua categoria.


Perchè guardarlo. Vi è piaciuto I signori della truffa? Un qualsiasi Ocean's? Il Mattatore? Ecco.


Leverage invece è una serie americana che ha per protagonista un gruppo di cinque truffatori. Si, insomma, è la copia americana. Anche qui sono appunto in cinque, anche qui hanno un certo codice etico. Ed il risultato è quello che ci si può aspettare da una copia americana di un prodotto originariamente inglese: una chiavica.
Nel plagio nell'adattamento si perdono la definizione dei personaggi (che se nell'originale inglese erano un misto di esperienza, astuzia, ragionamento e istinto qui variano giusto l'espressione facciale) (una a testa) e qualsiasi ambizione registica, per ripiegare una specie di b-movie serializzato che ha saltato lo squalo alla prima puntata. Però magari migliora...


Perchè guardarlo. Avete visto I signori della truffa? Tutti gli Ocean's? Il Mattatore? Tutto Hustle? Sentite ancora quel bisogno di vedere plurimiliardari bianchi perdere i loro soldi? Non vi è bastato l'ultimo anno di crisi finanziaria? Va beh, accomodatevi. 





Dinamica del vuoto




Uno si sveglia la mattina un pò assonnato, ipotizza un giro in bici per Hyde Park e Kensington, guarda fuori dalla finestra e vede solo nuvole e vento, accompagnate da minacciosi rumori di fondo. Una roba che scogliona.
Poi però legge la mappa domenicale di Diamanti, e trova una di quelle frasi che ridanno serenità e pure un pizzico di allegria:

 Per cui [il PD] dovrà riesaminare il tema delle alleanze, guardando, necessariamente, al centro. All'Udc, più che a Rutelli (la cui uscita non sembra avere scalfito, per ora, l'elettorato del Pd né quello dell'Udc).

Buona domenica!

sabato 21 novembre 2009

Recount




Forse è il senso di colpa di chi emigra per scelta che mi fa pensare all'Italia anche quando si parla d'altro. Fatto sta che chi segue la politica nostrana e vede Recount, un bel film di docu-fiction sulle presidenziali americane del 2000 ed il pasticcio dei voti in Florida, non può non sorridere di amarezza di fronte ad alcuni parallelismi.
In particolare, i dieci minuti in cui le due fazioni piombano in Florida e cominciano ad attrezzarsi per uno scontro che non avevano previsto ed a cui non erano preparati possono essere presi e ricopiati pari pari in Italia, cambiando giusto le facce:


Warren Christopher, ex segretario di Stato che coordina il team di Gore, per evitare polemiche considera la contesa una questione puramente legale. Salvo però escludere inizialmente l'idea di rivolgersi ad un tribunale, perchè sarebbe una soluzione poco elegante.
James Baker, anch'egli ex segretario di Stato che guida il team di Bush, spiega subito al proprio staff che quella sarebbe stata una battaglia politica. E nel senso di politics, non di policy.

- Christopher si preoccupa della posizione che potrebbero prendere gli editorialisti del New York Times.
Baker chiarisce che il New York Times vuole vederlo solo nel cestino.

- Christopher impedisce ai sostenitori di Gore di scendere in piazza perchè teme di perdere credibilità, e che la situazione possa degenerare in caso di scontri.
(Jesse Jackson se ne sbatte e occupa la piazza prima ancora che il partito democratico arrivi in Florida. Mi sbaglierò, ma nel suo comizio mi sembrava di sentire un marcato accento molisano)
Baker organizza in prima persona delle manifestazioni, e fa distribuire cartelli e magliette che ridicolizzano Gore.

- Il campo repubblicano è un trionfo di conflitti di interessi, in cui rappresentanti delle istituzioni si incontrano con i coordinatori della campagna di Bush e si fanno dettare le mosse. (Per quanto abbiano il buon gusto ipocrita di negarlo, invece di affermare "a casa mia invito chi mi pare".)

Quel che lasciano questi parallelismi è l'amara consapevolezza che le battaglie le vince chi decide di combatterle. In questo caso in modo scorretto, vero. Ma per avere una chance i democratici non avrebbero avuto per forza bisogno di imbrogliare. Sarebbe bastata la determinazione a vincere, dall'inizio e fino in fondo.

Quel che lascia "Recount" invece è un altro tipo di amara consapevolezza: quella che, ora che si sta chiudendo, ci fa guardare al 2000 e pensare che questo decennio è cominciato proprio in un modo di merda.


giovedì 19 novembre 2009

PESC in faccia



Ecco, appunto.

(ANSA) – BRUXELLES, 19 NOV – La «candidatura del presidente D’Alema, purtroppo, ha dovuto confrontarsi con quella proposta da un membro del Consiglio europeo che fa parte della famiglia socialista e con un non fattivo attivismo del governo italiano». Lo ha detto, in una dichiarazione scritta, il presidente del Gruppo Socialista e Democratico al Parlamento Europeo, Martin Schulz. (ANSA) (Da Francesco Costa)


Disclosure: Per rispetto della trasparenza, la paternità del titolo è controversa.

mercoledì 18 novembre 2009

Non poteva mancare

Il generatore automatico di leggi ad personam:


18 novembre 2009
4
Posted on 09:49 by Metilparaben and filed under 

Istruzioni: fare il refresh della pagina per ottenere un nuovo provvedimento.


I processi per esportazione di capitali all'estero a carico di cittadini con una malcelata calvizie potranno essere annullati dal Sant'Uffizio in quanto contrari alle radici cristiane dell'occidente se non vengono portati a termine nel tempo necessario a dire unoduetrestella, a patto che l´imputato sia proprietario di immobili in Sardegna, annoveri tra le sue frequentazioni un politico col pallino della poesia e possa dimostrare di aver minacciato elezioni anticipate almeno una volta nei dieci anni precedenti. 



Da Metilparaben

domenica 15 novembre 2009

9 - 15 Novembre 2009




Lunedì

Vent'anni da quando è caduto il muro a Berlino, e si è iniziato a costruirli da qualunque altra parte.

Misura cautelare per Cosentino. Che arroganza! Si comporta gia' da governatore della Campania.


PdL, Fini: "Non mi piace il clima da caserma". Se non c'e' fuori il G8 non si diverte.


Martedì


Rissa al congresso dei Verdi. Il segretario si e' preso a pugni da solo.


Mercoledì

Arriva la legge sul processo breve. Per assoluzione o condanna bastera' la nazionalita'.


Giovedì

Rutelli lancia "Alleanza x l'Italia". Ma e' il primo a metterci una croce sopra.
La croce e' rossa e verde. Perche' ultimamente come colori han portato bene...


Cacciatore cade sulla torcia elettrica e muore. Si fanno sempre piu' intelligenti, questi cinghiali.
(Da qualche parte nel mondo c'e' uno sceneggiatore di CSI che ringrazia.)



Domenica

L'ANP chiede all'ONU di riconoscere la Palestina.
Ormai nemmeno loro riescono a ritrovarla sulla cartina.

(Comunque è facile. E' quella dalla parte del torto.)

Onestà involontaria




Mario Valducci e Giorgio Stracquadanio (giuro!) sono due fedelissimi berlusconiani che hanno avuto la rivoluzionaria pensata di organizzare una manifestazione in favore di Berlusconi: che se non è capace di governare con 343 deputati e 174 senatori a fare la differenza sarà una bella scampagnata in piazza...

Per fortuna se mai qualcuno avesse dubbi simili, ecco lì il link a "Perchè il SI B-DAY"*.
Ed ecco dove porta:




* Che poi con un nome così si vede che la piazza  non è proprio il loro mestiere...

venerdì 13 novembre 2009

Ca nisciun e' fess...



Tutta la la discussione intorno a Cosentino e', come direbbe Stanis, "molto italiana". E per due motivi:

- Per uno che ha rapporti pluridecennali con i Casalesi, sollevare dubbi sull'eventuale candidatura a Presidente della Regione senza parlare della poltrona che occupa in questo momento, quella di Sottosegretario all'Economia, e' grottesco. Cosentino sta seduto sui soldi dello Stato mentre una mezza dozzina di pentiti lo accusa di connivenza con la Camorra, e noi ci preoccupiamo di una candidatura futura?

- Candidatura che poi non ci sara', perche' e' lui il primo a non volersi candidare davvero. Se poi va a finire che vince, decade da Deputato e finisce dritto dritto in galera. Vi pare tanto fesso? Uno che da 20 anni campa coi Casalesi senza farsi ammazzare, secondo me e' tutto tranne scemo, e le dichiarazioni di questi giorni servono a rafforzare il suo profilo in vista dell'ennesima guerra ai giudici comunisti.

Poi per carita' parliamone, che si riempiono i talk show, e a Bocchino quando gli ricapita l'occasione di passare per difensore intransigente della lotta alla criminailta'?

giovedì 12 novembre 2009

Coming out

Finora non mi ero mai posto il problema, ma visto che questo





genera questo (da Diego)




beh, ecco, io mi costituisco: nel '92, avro' avuto 13-14 anni, nella mia deprecabile arroganza letteraria mi e' venuto di scrivere una specie di libro-game, di quelli che alla fine di ogni capitolo scegli cosa fare, e se scopri che poi sei morto torni indietro e cerchi di coglionare il libro. Ecco, fatto sta che quelle paginette da poco, quella meschinita' adolescenziale, era, come dire, ispirata a Tangentopoli. C'era Forlani in formato zombie-che-sbava, e pure Andreotti non e' che ci facesse una grandissima figura*...

Insomma, ammetto tutto. Era una boutade preadolescenziale, dei tempi in cui pasteggiavo ad Estathe (va beh, quello fino a un paio di anni fa) e avevo da poco smesso di fare judo.
Ci tenevo a dire tutto subito, che non vorrei mai che un giorno il mio nome finisse dentro una dichiarazione di Gasparri...

*Era, nella mia ovvieta' brufolosa, il mostro dell'ultimo livello.

martedì 10 novembre 2009

Fringe (vs X-Files)




Breve corso di aggiornamento per chi sceglie ancora i canali dall'1 al 7. O la vita sociale.


Le premesse ci sarebbero tutte: Fringe è la serie a cui si è dedicato J J Abrams dopo aver tirato scemo il mondo con Lost, ed essersi divertito con Cloverfield.
E si apre con una misteriosa epidemia su un aereo di linea, su cui viene chiamata ad indagare una sezione speciale dell'FBI che si trova costretta a fare affidamento su uno scienziato schizofrenico rinchiuso, appunto, in manicomio. Insomma, c'è lo spunto di respiro, il personaggio intrigante, e il burattinaio di talento dietro le quinte.
O almeno ci sarebbe, perchè da subito Fringe casca su tutta una serie di debolezze anche banali, che richiamano inevitabilmente un confronto con X-Files:

- X-Files si reggeva sulla dialettica tra Mulder e Scully. Allo stesso modo, Fringe si dovrebbe reggere sullo scontro fra lo scienziato Walter Bishop ed il figlio trascurato Peter (Joshua Jackson - Pacey), che però è un personaggio costruito con i piedi. Parte come un genio dal QI spropositato, ma viene subito relegato a contraltare moralista del padre, con interventi didascalici che servono a ricordare allo spettatore che "questo scienziato pazzo che avete conosciuto in un manicomio era proprio pazzo, e comunque con la natura non si scherza se no la natura si ribella". Insomma, etica da quattro soldi, appena un gradino sopra Giovanardi.

 - John Noble, che fa il pazzo di cui sopra, è bravo ma non abbastanza. Se l'unico personaggio interessante della serie è un uomo mentalmente instabile, moralmente discutibile ma dotato di un fascino ambiguo e irresistibile, ti serve Anthony Hopkins. Niente di meno.

- X-Files spiega bene che van bene le cospirazioni misteriose ed i cattivi dietro le quinte, ma bisogna dar loro una presenza ed un volto. Nel caso, l'uomo che fuma. In Fringe non c'è niente di tutto questo: ci sono una serie di incidenti scollegati, un libro che forse spiega qualcosa e forse no, e dopo un pò arriva un cattivo che sembra preso dai B-movies per la tv, con la faccia di quello che si chiede perchè sta lì.

- Infine, Fringe si dimentica che la science fiction segue un meccanismo molto rigido: una volta definiti gli elementi di fantasia, tutto il resto deve muoversi rigorosamente nei confini del realismo, altrimenti si scade nelle coincidenze tenute insieme con lo sputo. In X-Files la "suspension of belief" postulava gli alieni, i poteri paranormali e la cospirazione governativa. Tutto il resto era estremamente realistico, tanto che, per dirne una, Mulder e Scully si sfacchinavano centinaia di miglia perchè gli eventi paranormali accadevano nei luoghi più svariati degli Stati Uniti. Qui invece succede tutto a Philadelphia.
O quella città porta sfiga, o gli sceneggiatori qualche sforzo in più potevano mettercelo*...

Quest'elenco potrebbe andare avanti a lungo (dai viaggi mentali al sosia di Steve Jobs, ad una protagonista veramente cagna), ma bastano questi tre dettagli a fare di Fringe essenzialmente un'occasione mancata: l'X-Files del XXI secolo, del decennio di trionfo delle serie televisive, della factory di J.J. Abrams è un prodotto degno di un passaggio su La7.


Perchè guardarlo. Per verificare di persona che ogni tanto anche J.J. Abrams fa le sue belle vaccate.

* Che poi l'indizio che non fossero esattamente dei geni stava proprio lì in alto: "From the writers of Transformers".

domenica 8 novembre 2009

2-8 Novembre 2009




Lunedì

Arriva in Italia il Ku Klux Klan. E' talmente efficiente che è già in Parlamento.


Martedì

La Corte Europea chiede di rimuovere i crocifissi dalle scuole. Che tempismo: è appena arrivato qualcuno che si offre volontario per bruciarli.


Mercoledì

Alfano: "Il governo non studia nuove norme sulla prescrizione". Visto come sono state scritte finora, ce n'eravamo accorti.


Venerdì

Fiat, 21 nuovi modelli entro il 2014. Dovevano essere 22, ma poi è finito lo spago.


Sabato

Gran Bretagna, educazione sessuale nelle scuole. Finalmente gli insegnanti torneranno a imparare qualcosa.

De Magistris, "Con Di Pietro gli stessi obiettivi". Al massimo è diverso il calibro.

giovedì 5 novembre 2009

Applausi a scena aperta





Io non so se finirà come si dice qui, però leggo questo articolo di Repubblica e intravedo una strategia brillante come poche altre:

"Silvio Berlusconi avrebbe ribadito nel corso di una serie di contatti avuti nei giorni scorsi con le cancellerie europee per spiegare che quella di D'Alema "è una candidatura forte"."

"L'ambasciatore polacco Jan Tombinski, rappresentante permanente di Varsavia presso la Ue, ha detto stamane che "avere un ex comunista come ministro degli Esteri dell'Ue sarebbe un problema per i Paesi dell'ex Patto di Varsavia". 

E già me lo vedo Berlusconi dire: "Io da vero statista ce l'ho messa tutta, ma quello è comunista. Lo vedete che i comunisti non sono una mia ossessione? Che il motivo per cui l'Italia non ha una poltrona internazionale di prestigio non è che vado a zoccole, ma che loro sono comunisti?"

Chapeau.

martedì 3 novembre 2009

Maddai?


croci

 La Corte Europea «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo".


Si vede che più ci si allontana dal Tevere, più è difficile farsi coglionare...


P.S. Evidentemente Piacenza non è lontana abbastanza.

lunedì 2 novembre 2009

A .22 caliber mind in a .357 Magnum world

Io su questa cosa ci farei una campagna. O meglio, la Campagna. O meglio ancora, ci farei un Partito, e poi ci farei su la Campagna per mandare a casa chi da 15 anni tiene in mano la politica italiana allagando il Paese in un pantano immobile.

E questa cosa è la complessità.
Il valore della complessità. Il fatto che viviamo in un mondo che non si affronta con le 3I, con i muri, o con l'idea che gli statali timbrino e poi vadano a far la spesa ed i poliziotti siano ciccioni, come se i riferimenti teorici della politica del XXI secolo fossero Fantozzi e i Simpson. E in effetti in Italia lo sono.


Non che la Prima Repubblica fosse meglio, ma la Seconda si è fossilizzata in uno schema in cui il centrodestra affronta qualsiasi questione con due o tre slogan qualunquisti, e il centrosinistra risponde con dei sottoslogan un pò più sfigati, ma di simile natura. Poi intorno a questi slogan tiriamo su delle belle barricate, e ne facciamo una questione di principio, che è una scusa elegante per non far la fatica di spegnere le telecamere e studiare il merito della questione. 
Se non fosse che mentre noi giochiamo agli opposti estremismi, il resto del mondo non ci fa la cortesia di aspettarci.

Per questo mi sembra una piacevole coincidenza che oggi in giro per la rete circolino tre belle frasi:



"Avrà ragione Valeria, dovevo essere più diretto. Qualcosa tipo: voi volete che i ricchi vadano alle private e gli sfigati alla pubblica. Invece io insisto sempre per ficcare della complessità dappertutto." (Leonardo)


"Le cose che ha detto [Bersani], attenzione, a volte erano difficili. Difficili. “Viva la figa, vavavuma!” non è roba che ci compete. [...]Ora serve sostanza, e la sostanza fa a pugni coi coriandoli d’argento." (Freddy Nietzsche)


 "Tutte le demagogie partono da questo meccanismo, che si abolisce la complessità. La colpa del cattivo funzionamento di una cosa non è di un sistema, ma di improbabili cause umane, di piccolo sabotatori.[...] I problemi gravi, complessi di questi anni, e sono purtroppo sempre più complessi perchè il mondo è sempre più complicato, vengono risolti con delle soluzioni magiche, e a furia di sfornare soluzioni magiche la gente perde i confini fra quella che è realtà e quella che è fiction." (Curzio Maltese, intervistato a Che tempo che fa)

Ecco, io dalle difficoltà del PD, dal Berlusconismo, dalla crisi, da tutto questo uscirei riscoprendo il valore della complessità. E a chi dice che non si può perchè la gente non la saprebbe digerire, risponderei che sono 15 anni che gli italiani devono affrontare quotidianamente la complessità, quando devono andare a far la spesa, gestire l'inflazione post-Euro, inventarsi una carriera precaria o mandare avanti l'azienda e sostenere le esportazioni con poche infrastrutture e ancor meno finanziamenti.
E comincerei a dirlo al Nord.

Quanto al post di questo titolo, serve a ricordare quel candidato del Partito Democratico che si è portato a casa le elezioni proprio così.